venerdì 6 novembre 2009

Bersani sul Crocefisso 10+ (e mi dispiace per il sig. Travaglio)

Riguardo alla decisione europea in merito alla rimozione del Crocefisso dalle aule, il neo-segretario del PD Bersani ha dichiarato: "Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto. Io penso che un'antica tradizione come il crocefisso non può essere offensiva per nessuno". Credo sia una posizione estremamente condivisibile e seria, che si rifà ad un laicismo pragamatico (quasi direi "emiliano"), che non si perde in battaglie contro i mulini a vento tipiche di un Ferrero o di un Diliberto. Infatti è certo che la rimozione del Crocefisso non porterà ad una riduzione dell'influenza del Vaticano sul Paese e pertanto è utile pensare ai veri problemi dell'Italia invece che fare battaglie sui smboli. Dispiace che Marco Travaglio, sul Fatto Quotidiano, abbia testualmente scritto che la posizione di Bersani "fa tristezza". Scrive infatti il super-moralista: "fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove" e si lancia poi in una imbarazzante quanto banale apologia del Crocefisso, simbolo della libertà e ugualgianza annunziata dal Cristo all'umanità, citando anche Natalia Ginzburg: "il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace [...] perchè dovrebbero sentirsi offesi gli scolari ebrei?" Ebbene non è forse la stesa identica cosa che ha detto Bersani? Ovviamente si, ed altrettanto ovviamente il politico non poteva farsi filosofo e non ha arringato la selva di microfoni con un discorso su liberté, egalité, fraternité. etc. etc. etc. ma E' OVVIO QUESTO, ed è una cazzata suprema dire che "fa tristezza" che egli non l'abbia fatto. E' come dire "fa tristezza che Bersani non abbia detto che il cielo è azzurro". Il cristianesimo-sociale è una delle basi del PD. Son critiche fatte tanto per fare. A volte Travaglio vuole per forza bacchettare tutti perchè si è creato questo personaggio a-politico e ha paura che se si dichiarasse mai d'accordo con un qualsivoglia politico i suoi lettori (come farebbero infatti) si ribellerebbero. Purtroppo questi sono gli effetti perversi del Grillismo nazionale.

sabato 3 ottobre 2009

L'enigma Di Pietro: è fin troppo convinto della teoria delle elite oppure gigioneggia?

Allora premetto subito che il PD ultimamente ha fatto abbastanza schifo (vedi la questione dell'assenteismo parlamentare) così mi evito inutili richieste di autocritica. Ma Di Pietro cosa spera di fare con queste pagliacciate da leghista? Non vi sembra come i bossiani delle origini che invadevano il campanile di San Marco col mitico "tanko"? Guardiamo la realtà: con queste metodologie da operetta come travestirsi da mafiosi o dire che Napolitano è un vile a firmare etc. Di Pietro si terrà stretti i suoi ma non farà che allontanare TUTTI gli altri che lo vedranno come estremista e tra l'altro basare il proprio partito sull'essere contro una persona non ha senso! Il PD è una buona idea governata da gente mediocre, ma l'IDV non ha nemmeno un'idea tranne dare contro a Berlusconi! Ma in questo modo insultando e demonizzando metà paese non andrà mai oltre il suo orticello dell'8% (lo dicono tutti i sondaggi). Ok voi mi direte: e col PD dove andiamo? Io rispondo allargando le braccia ma di sicuro andando con Di Pietro non si va più lontano. Il PD è come prendere una macchina senza autista, l'IDV è come prendere una metropolitana impazzita sparata ai 300 all'ora contro un muro. Allora DI Pietro crede troppo nella teoria delle elite culturali che possono dominare la società, oppure (come penso) è anche lui un bel furbetto che fa marketing per diventare il reuccio italiano dell'antiberlusconismo? E vivere di questa rendita?

Perchè Naopolitano non è Morfeo

E' facile di questi tempi attaccare e criticare il Capo dello Stato (e d'altronde ciò viene quotidianamente fatto da parte dell'IDV), ma io ritengo che sia sbagliato. Napolitano ha un ruolo istituzionale super partes che difende accanitamente. Evita lo scontro frontale per non incorrere nella delegittiamzione che questa destra becera metterebbe in atto non appena ne avesse l'occasione. Lo evita perchè vuole e deve continuare a sorvegliare sulle cose davvero imporanti. Questa legge sullo Scudo Fiscale fa schifo, ma purtroppo non è incostituzionale quindi non ci sarebbero giustificazione di fare quel richiamo implicito alla Corte che è il rimando alle Camere. Creerebbe solo inutili polemiche. Napolitano TACITAMENTE e senza cercare quindi i riflettori ed il favore dei cittadini (men che meno dei giustizialisti) ha più volte agito per limitare l'arroganza di Berlusconi NON UTLIMA QUANDO BLOCCO' LA RIFORMA DELLA CORTE DEI CONTI (cosa che nessuno sa) che avrebbe azzerato i suoi poteri, senza parlare della legge "Engalro" sul biotestamento. Preferisce prendersi le accuse di Di Pietro e farsi chiamare Morfeo che farsi acclamare dal 50% dei cittadini e farsi odiare dal restante 50%. Secondo me è un grande Presidente

mercoledì 23 settembre 2009

Perchè bisogna restare in Afghanistan

In questi giorni ho riflettuto molto sulla missione in Afghanistan. Tutti abbiamo giustamente condannato le guerre di Geroge W. Bush che si dedicava all'export di democrazia tramite bombe (ma niente import). Non si esporta la democrazia con le bombe. Ma non è questo il punto. Tutti sappiamo che l'ONU, dopo l'invasione USA e l'abbattimento dei Talebani, ha autorizzato una missione di peace-keeping il cui comando è stato poi assunto dalla NATO e che accanto alla ricostruzione permane una dura guerra della NATO contro i ribelli talebani. Molte persone (sia civili che militari) continuano a morire in modo orribile. Non è neanche questo il punto. Tutti sappiamo che il presidente Amid Karzai è un corrotto fantoccio della CIA che fa gli interessi degli Stati Uniti ed è stato rieletto ricorrendo a brogli elettorali di massa. Figuratevi che nemmeno questo è il punto. Il punto è che l'ONU ha autorizzato nel 2001, e continuato ad autorizzare, questa missione che rappresenta l'unica possibilità di non far precipitare masse disperate verso la guerra civile, il fanatismo islamico terrorista dei Talebani e infine la propagazione del più assoluto caos in tutta l'Asia Centrale. Perchè l'ONU sa bene, come è facile per ognuno di noi comprendere, che se andasse via l'ISAF (International Security Assistance Force), la situazione diverebbe inimmaginabilmente peggiore di quella attuale. L'Afghanistan precipiterebbe di nuovo nella guerra civile. Ci srebbero milioni di morti. E alla fine tornerebbe il regime folle e brutale dei Talebani, con le famose esecuzioni di massa negli stadi. Questo si che è il punto. Ma a quanto pare l'estrema sinistra non lo riesce a cogliere il punto. Si stracciano le vesti per il ritiro dalla "finta missione di pace". Pubblicano foto di civili straziati dalle bombe nei loro blog come se fosse un argomento. Si sente addirittura parlare da più parti di militari che "stanno là solo per il petrolio" quando non esistono giacimenti petroliferi in Afghanistan. La sinistra puerile ed infantile della piazza facile, il pacifismo demente alla Ferrero, quelli che "l'imperialismo americano", quelli che si manifesta con la kefiah ma si studia poco. Non pretendo che abbiano mai sentito il detto romano si vis pacem para bellum. Ma non credo di esagerare se pretendo che tutti possano capire il fatto che in una missione di pace, se ti sparano addosso, devi rispondere al fuoco. E se ciò accade, non si tratta di "finta missione di pace, guerra imperialista". Insulti ai militari "là solo per i soldi". Il suicidio politico inifinito degli zombie rossi è un'attività divertente e rilassante: sembra un documetario di Danilo Manardi perchè sappiamo già tutto. E dall'altra parte cosa c'è? Il manuale del cattivo gusto. "Come sfruttare una tragedia in 10 facili lezioni". Gli sproloqui fascistoidi dell'onorevole Paglia ad Anno Zero. Il bambino con basco rosso della Folgore che abbraccia la bara del padre. I discorsi patriottardi del ministro La Russa. Le solite cazzate populiste di Bossi (coadiuvate dalla sua controparte di sinistra Di Pietro). A livello di politica interna dunque, la solita commedia all'italiana. A livello di politica internazionale, il presidente Obama sta facendo l'unica mossa giusta che condivido pienamente: l'Afghanistan è in guerra dal 1979, è ora di terminare una volta per tutte quel buco nero che divora milioni di vite umane, miliardi di dollari e le coscienze di tutti.

domenica 20 settembre 2009

Siamo un'elite di merda? E siamolo pure.

Oggi il ministro Brunetta ha detto che siamo "un'elite di merda" e "parassitaria" e che dobbiamo andare a "morì ammazzati". Io penso che questo delirio sia, oltre che indegno di un Ministro della Repubblica (e per altro ex-socialista), anche sintomatico dell'invidia culturale di questa destra da "Cafonal" che annovera tra i suoi più ammirati guru intellettuali niente popo di meno che Flavio Briatore, Fabrizio Corona e Maria de Filippi. Una destra ignorante e rifatta dicevamo, fatta in maggioranza di persone che non hanno studiato. Piccoli imprenditori ignoranti, che non sono andati a scuola per guadagnare prima. Analfabeti di andata o di ritorno, cresciuti o invecchiati sul palinsesto del Biscione. Le massaie di Mike Bongiorno che vivono di pane e reality, i tabaccai che non danno lo scontrino e gli idraulici che non fanno la fattura. I tassinari che fanno il saluto romano a Alemanno. I padroncini veneti leghisti che non sono andati a scuola per comprarsi la Porsche e ora hanno tanta paura dei romeni. Tutti accomunati dall' odio per i "parassiti" della sinistra e dalle vacanze a Sharm. Pensano che la cultura sia inutile, chiacchiere di chi non ha voglia di lavorare. E però. A guardar bene, da tutta questa rabbia contro la "sinistra elitaria", emerge con chiarezza un bel complesso di inferiorità verso chi le cose le sa. La rabbia e l'invidia per chi ha viaggiato, è laureato e non fa errori di grammatica. E certamente la maggioranza di questi ultimi vota centro-snistra, perchè solo l'ignoranza può spingere a votare il magnaccia di Arcore o il suo amico nazista verde. E loro, gli ignoranti berlusconiani, questo non lo sopportano. Perchè non si rimedia nè coi soldi nè con le menzogne. E allora è bello essere un'elite nel Paese in cui è ministro uno che si spacciava come dottore senza avere mai preso la laurea in medicina (un certo Bossi Umberto). L'inconfessabile segreto di chi era mavlisto negli anni del "pane e grammatica", quando l'operaio voleva il figlio dottore, è stato finalmente sdoganato dalla gang del nano mafioso: quelli di destra sono ignoranti. E adesso l'operaio leghista sogna un figlio al Cottolengo televisivo di Maria de Filippi. E senza vergogna. O forse un pò si.

lunedì 14 settembre 2009

Feltri il ricattatore: come mantenere la disciplina di partito con metodi corleonesi

Se questo è un giornalista. Se questo è un partito. Nel PDL non sei libero di esprimere idee diverse dalla linea del Padrone o vieni minacciato con metodi mafiosi. Fini ha osato infastidire il Padrone perchè ha IDEE DIVERSE. Il Padrone ha slegato il cane. Ora il cane del Padrone minaccia Fini con il giornale privato del Padrone. Lo minaccia di insozzare la sua figura morale con metodi intimidatori di stampo mafioso come ha fatto con Boffo: se non la smetti di dare problemi al Padrone il Padrone ti distrugge con i suoi giornali creando scandali sessuali. La minaccia, molto esplicita, è apparsa oggi sul Giornale con questo articolo intitolato "Il presidente Fini e la strategia del suicidio lento", poi un secondo titolo: "Ultima chiamata per Fini: o cambia rotta o lascia il Pdl". Nell'articolo si legge in fondo: "...(Fini) ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano sui teoremi. Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. E' sufficiente - per dire - ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme". Se questo è un giornalista. Se questo è un partito.

mercoledì 2 settembre 2009

EURABIA: realtà o fantasia?

PREMESSA:
Ho deciso di scrivere questi pensieri dopo aver letto un articolo dello scrittore indiano Pankaj Mishra. Nessuno più di me ama il Vecchio Continente, le sue città e la sua storia, le sue tradizioni e lo stato LAICO, nessuno più di me si oppone e si opporrà sempre a qualsiasi tentativo di imposizione di norme religiose di qualsiasi provenienza sullo Stato. E sono convinto che soltanto una INSIGNIFICANTE minoranza di terzomondisti da centro sociale e comunistoidi fanatici di tutto ciò che abbia provenienza africana e mediorentale, sarebbe disposto a sottostare all'imposizione di nomre religiose e culturali islamiche in una diabolica prospettiva chiamata Eurabia.

EURABIA NON ESISTERA' MAI E VE LO DIMOSTRO:
Tutte le teorie messe in giro dalla destra, a partire da Oriana Fallaci finendo agli estremisti austriaci, olandesi o americani, si basano su presupposti falsi e allarmi ingiustificati, su generalizzazioni che ora smonterò una ad una.

1)LEGGENDA: gli islamici hanno un tasso di natalità altissimo e si riproducono troppo velocemente, gli islamici diverranno maggioranza
1)REALTA': è dimostrato che il tasso di natalità degli islamici si sta rapidamente adeguando agli standard dei paesi in cui vivono, soprattutto dalla seconda generazione; sono oggi 16 milioni su 500 milioni di abitanti pari al 3% dell'Europa = NON SARANNO MAI E POI MAI MAGGIORANZA nemmeno in centinaia di anni

2) LEGGENDA: gli arabo-musulmani sono un blocco sociale monolitico che non si integra e vuole imporci le sue leggi religiose estremiste
2)REALTA': gli islamici provengono da paesi molto spesso NON ARABI e NON ESTREMISTI come la TURCHIA anzi, la maggiorparte verrebbero dichiarati ERETICI in Arabia Saudita, si confonde tutto l'Islam con il wahabismo saudita (l'Islam più estremo)

3) LEGGENDA: gli islamici vogliono sovvertire e colonizzare l'Europa e le sue leggi sottomettendole all'Islam
3)REALTA': tutti i sondaggi dimostrano che l'islamico medio europeo è conservatore e desidera l'integrazione, in Francia solo il 5% degli islamici frequenta regolarmente una moschea e così in tutti i principali paesi d'Europa

CONCLUSIONI:
La stragrande maggioranza degli islamici europei non rappresenta una minaccia nè numerica, nè sociale, nè culturale e non ci saranno mai tentativi di colonizzazione musulmana semplicemente perchè gli islamici europei sono e resteranno per sempre una piccola minoranza etnica (3%), e che la stragrande maggioranza di loro desidera una normale vita borghese e non ha alcun interesse nel fanatismo religioso. Esiste in Europa una minoranza di immigrati arabo-musulmani fanatici? Certamente si, non bisogna negare questo problema, ma questi pochi criminali che vanno repressi con assoluta severità, non possono rappresentare tutta la massa di onesti cittadini islamici che non vogliono avere niente a che fare con l'estremismo. Eurabia è una paura infondata frutto dell'estremismo politico e dell'ignoranza.